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Bonucci racconta il dramma del figlio: Il calcio non è la vita: “Nulla in confronto, ha più valore della vita di mio figlio”.

Un’intervista a cuore aperto. Dopo le lacrime in conferenza stampa, Leonardo Bonucci racconta il dramma della malattia del figlio a ‘Repubblica’. Un problema risolto che ora ha ridato serenità alla famiglia del giocatore bianconero. ‘La sua guarigione – confessa – è stato il regalo più bello. Durante la malattia, avevo ricordato a Dio che Matteo era ancora un bambino’.

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Bonucci: stava pensando di lasciare il calcio

I primi problemi al figlio di Bonucci si sono presentati dopo una vacanza estiva in Spagna, poche settimane dopo un piccolo intervento. ‘Avevamo notato alcuni comportamenti strani e ci siamo precipitati all’Ospedale pediatrico di Torino. Grazie ad una dottoressa meravigliosa, Matteo è stato operato subito. L’operazione – racconta Bonucci – è durata otto ore’.

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E qui arriva il punto più commovente dell’intervista concessa a Repubblica: ‘Prima di entrare in sala operatoria, ci aveva fatto il verso del leone per incoraggiarci. Io poi mi sono messo con i suoi giochi in un angolo di una stanza e mi sono rivolto a Dio. Gli ho ricordato di non dimenticare che Matteo è solo un bambino’. Poi la sorpresa: familiari e amici fuori dall’ospedale che sono rimasti vicini a Leonardo e alla moglie. Con tutto questo affetto, Matteo è tornato a casa in tempi record: ‘Ma in quelle settimane pensavo solo a lui e volevo lasciare il calcio, è stato determinante l’aiuto di mia moglie’.

Bonucci e il calcio: il futuro

Corteggiato da Guardiola da anni, Bonucci ha ammesso un uomo determinante nella sua carriera: ‘Conte, mi ha cambiato dal punto di vista tecnico e tattico. Lui ha cambiato anche la mentalità della Juve, ma non andrò da lui. Voglio restare in bianconero e diventare una leggenda bianconera … Nonostante mio figlio Lorenzo vada in giro per casa imitando la cresta di Belotti’. Nel frattempo le condizioni di Matteo migliorano: ‘Lui ha vinto la sua partita, è il nostro campione. E tra poco potrà tornare a fare la lotta insieme al fratello’.