Cronaca News

Chi erano Pierluigi Rotta e Matteo Demenego.

«Due ragazzi speciali, poliziotti veri, di quelli con gli alamari nel Dna». Ore 20, circa. A Trieste il sole sta tramontando e in via di Tor Bandena, la sede della questura non lontano dal porto, sugli scalini che conducono all’ingresso sostano — con i volti sconvolti — alcuni colleghi di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, 31 e 34 anni, i due poliziotti ucçisi nel pomeriggio nell’ufficio «prevenzione generale» da un 29enne domenicano poi arrestato.

Lungo la strada i passanti si fermano, qualcuno si segna, altri vogliono parlare con gli agenti per testimoniare vicinanza e solidarietà. Un poliziotto che pare il più anziano del gruppetto, sulla sessantina e gli occhi rossi per le lacrime, ringrazia tutti e stringe le mani.

«Erano giovani — ripete — amavano il loro lavoro: notte e giorno sulle Volanti…». A un tratto si volta ed entra in caserma, forse per non farsi vedere mentre piange ancora. Vite parallele, quelle di Matteo e Pierluigi, entrambi fidanzati, senza figli e in polizia dopo aver frequentato (il primo nel 2012, arruolato con il 186° corso e il secondo nel 2015 , 195°) la «Scuola Allievi Agenti» di Trieste.

La prima assegnazione è stata per tutti e due proprio quella nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia. Erano in servizio all’ufficio «Prevenzione generale soccorso pubblico», il reparto Volanti, quelli che intervengono subito dopo la chiamata della sala operativa.

L’agente semplice Rotta era di Pozzuoli e aveva un passato di calciatore in C2 con la Puteolana fermato da un infortunio. Suo papà Pasquale è un poliziotto in pensione, a lungo in servizio all’ufficio d€nunce del commissariato cittadino. Vincenzo Figlioglia, il sindaco della cittadina alle porte di Napoli che ha indetto il lutt@ nel giorno in cui si terranno in fun€rali, conosceva bene entrambi e ora, str@ziato, racconta che «Pozzuoli perde uno dei suoi figli migliori, un eroe che ha messo la sua vita a disposizione di tutti». Dolore e lutt@ cittadino anche a Velletri, ai Castelli romani, dove da sempre, nei pressi dell’ospedale, vive la famiglia dell’agente scelto Demenego.

Il çordoglio

Il sindaco Orlando Pocci parla di «tr@gedia che lascia la nostra comunità senza parole». Ieri in serata una psicologa della polizia e la dirigente del commissariato Liliana Galiani sono andati a casa dei genitori dell’agente per accompagnarli poi in aeroporto, direzione Trieste. Il çordoglio per la m@rte di Matteo e Pierluigi è rimbalzato ovunque sul web.

Poi su Facebook è comparso anche il messaggio dell’«agente Lisa», il nickname del poliziotto virtuale — dietro cui c’è un team composto da 10 investigatori — con cui la Polizia di Stato si affaccia sui social.

Consigli utili, brevi racconti, le storie minori dai commissariati che non compaiono mai nei «brogliacci» ufficiali. Le parole stavolta sono queste: «Scusatemi ma non riesco a raccontare. Proprio non ce la faccio. Un abbraccio alle famiglie di Pierluigi e Matteo».

L’audio della poliziotta in Questura: «Siamo in ostaggio, hanno…