News

Coronavirus: Il ritorno alla normalità? si ma solo a queste tre condizioni

Non c’è ancora una timeline, non ci sono date da prendere in considerazione. Ma sulla ‘fase 2′ dell’emergenza coronavirus qualcosa già si può prevedere. “La ripresa sarà lunga e costellata di focolai” e “potrà avvenire solo in presenza di 3 condizioni fondamentali. Sarebbe un errore partire con qualcosa di improvvisato”. Lo dice l’epidemiologo e virologo Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di virologia e microbiologia dell’università di Padova.

Loading...

La procedura di prelievo del materiale e la successiva analisi richiedono tempo e assoluta precisione, Roma, 27 marzo 2020.

Anche quando lo tsunami sarà davvero passato, resteranno una marea di aspetti da tenere in considerazione: servirà cautela ad esempio nella gestione del rientro dei guariti da Covid-19, con un costante monitoraggio, avverte Crisanti: “In alcuni casi la positività continuava ad essere presente anche dopo 14 giorni dalla guarigione. Bisogna partire da un presupposto: non esiste guarigione senza guarigione microbiologica. Quindi la persona dovrà avere 2-3 tamponi tutti negativi”.

I test rapidi e i test sierologici, “ben vengano – sottolinea Crisanti – se si riveleranno adeguati e affidabili. Sono il primo a sostenere che se uno strumento può aiutare in termini di sostenibilità a portare i controlli su larga scala va adottato. La cosa peggiore – conclude – sarebbe una ripresa portata avanti in maniera improvvisata. E io sono fra gli esperti che hanno firmato una lettera in cui sollecitavano il governo a prendere iniziative per tempo su questo fronte. Bisogna inoltre dire tutta la verità agli italiani: la ripresa non arriverà tutta insieme e non sarà veloce”.