Cronaca News

Daniele Nardi e l’amico Tom Ballard trovati morti

Dopo giorni di speranza prima e muta rassegnazione dopo ci si è dovuti arrendere all’evidenza: sono di Daniele Nardi e Tom Ballard, le sagome identificate sul monte Nanga Parbat. Daniele Nardi aveva lasciato queste parole «Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un’idea…vale la pena farlo».

Alex Txikon e la sua squadra hanno confermato che le sagome viste a circa 5.900 metri sono quelle di Daniele e Tom. A confermarli su Twitter l’ambasciatore italiano in Pakistan Giuseppe Pontecorvo. E’ risultato impossibile, per ora, il recupero delle salme dell’alpinista italiano e del suo amico inglese.

«Una parte di loro rimarrà per sempre al Nanga Parbat». Dicono familiari di Daniele Nardi dando la notizia che le ricerche dell’alpinista di Sezze e del compagno di cordata Tom Ballard sono finite nel peggiore dei modi. «Il dolore è forte; davanti a fatti oggettivi e, dopo aver fatto tutto il possibile per le ricerche, dobbiamo accettare l’accaduto. Ringraziamo Alex, Ali, Rahmat e tutta la squadra di soccorso, le autorità pakistane e italiane, i giornalisti, gli sponsor, tutti gli amici che hanno dimostrato tanta collaborazione e generosità. La famiglia ricorda Tom come competente e coraggioso amico di Daniele. A lui va il nostro pensiero. Daniele rimarrà un marito, un padre, un figlio, un fratello e un amico perso per un ideale che, fin dall’inizio, abbiamo accettato,
Il ricordo continua con queste parole: «Ci piace ricordarti come sei veramente: amante della vita e delle avventure, scrupoloso, coraggioso, leale, attento ai dettagli e sempre presente nei momenti di bisogno».

Di Daniele Nardi e Tom Ballard, i due alpinisti dispersi sul monte Nanga Parbat, in Pakistan, non si avevano notizie da domenica scorsa. Come ha riferito su Facebook lo staff di Nardi, sono state individuate due sagome, in base a delle osservazioni fatte con un telescopio dal campo base del Nanga Parbat. Stando alle prime notizie, le sagome potrebbero essere proprio quelle dei due alpinisti dispersi, e a breve sarà effettuata una “ricognizione in elicottero per la valutazione ravvicinata di alcune immagini del telescopio”.
Daniele Nardi, l’alpinista laziale, stava salendo con un suo amico inglese, Tom Ballard, sul Nanga Parabat, in Pakistan, la nona montagna più alta del mondo, di ben 8126 metri d’altezza. Le ultime notizie risalgono a domenica scorsa, quando l’escursionista ha chiamato la moglie dal campo 4, a ben 6.000 metri di quota. Poi, si sono persi i contatti e sono seguite ore d’ansia.

Le ultime notizie riferivano di “meteo non buono, nebbia, nevischio e raffiche di vento”. Le nuvole hanno coperto la montagna anche lunedì e martedì. Successivamente le condizioni meteo sono migliorate. Tuttavia i tentativi di avvistarli con i binocoli dal campo base sono stati vani. Nessun segnale dai sistemi gps, nessun segnale dal telefono satellitare. I due alpinisti erano svaniti nel nulla.

A causa delle tensioni tra India e Pakistan nelle zone di confine, l’elicottero incaricato di avviare le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard è stato bollcato a Skardu, a poca distanza dal campo base. A bordo dell’elicottero Ali Sadpara, un alpinista pakistano di fama mondiale che ha scalato il Nanga Parbat nel 2016. Alle 9.30 di mercoledì l’elicottero era pronto a decollare. L’obiettivo era di ripercorrere la via di Nardi e Ballard, controllare pe aree e i percorsi della montagna dove, con più probabilità potrebbero essere rintracciati i dispersi: lo Sperone Mummery e le vie denominate Kinshofer e Messner. Le ultime schermaglie tra India e Pakistan hanno tuttavia comportato la chiusura dello spazio aereo nelle zone di confine, rendendo impossibile il decollo al velivolo. Gli ambasciatori di Italia e Gran Bretagna avevano dialogato con la diplomazia del governo pachistano, ottenendo in via eccezionale il nulla osta per effettuare un volo giovedì mattina fino al campo base. Intanto l’alpinista Karim Hayat, camico e ompagno di spedizione fino a fine gennaio di Nardi e Ballard, aveva cercando di raggiungere il Nanga Parbat via terra.

Daniele Nardi anni aveva scalato il K2 e l’Everest ed era riuscito ad entrare nell’Olimpo dell’alpinismo mondiale. La sua caparbietà e la grande passione per l’alpinismo sono ben raccontati nella sua biografia dove citava una frase de I sogni segreti di Walter Mitty: “La vita è avere coraggio e affrontare l’ignoto”. La speranza, mentre le ore e i giorni passavano senza notizie, era che i due avessero saputo affrontare l’ignoto anche questa volta e di poter riabbracciare Daniele in Patria. Il destino ha voluto un epilogo diverso.