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Fabrizio Corona distrutto: “Delirio di onnipotenza, ecco quanto dovrà scontare secondo giudici”

Secondo il giudice, Corona non ha rispettato il divieto di non superare i confini della Lombardia partecipando ad alcuni eventi lontano dal territorio e frequentando posti legati allo spaccio recandosi, ad esempio, a Rogoredo per dei servizi sulla droga per il programma di Massimo Giletti.

Ma questa non è l’unica novità. Corona dovrà scontare nuovamente i cinque mesi trascorsi in affidamento terapeutico: non sono stati infatti ritenuti validi nel calcolo della pena espiata. L’ex re dei paparazzi potrebbe tornare in libertà nel 2022. Il giudice si pronuncerà sul futuro di Fabrizio Corona nelle prossime settimane. L’Avvocato Generale, Nunzia Gatto, tuttavia, avrebbe richiesto l’annullamento completo dell’affidamento. Se tale richiesta fosse accolta, Corona dovrebbe rimanere in carcere un anno aggiuntivo, restando in cella fino al 2023. Stando a quanto riportato dall’AdnKronos, più che i vari rientri a casa oltre l’orario stabilito dalle prescrizioni, pesano maggiormente contro Fabrizio Corona le dichiarazioni rilasciate in tv.

Durante l’udienza in Tribunale di martedì scorso, Corona aveva ammesso di “avere fatto qualcosa di sbagliato“, ma aveva chiesto ai giudici “un’altra possibilità“. La difesa aveva proposto infatti l’affidamento con criteri più restrittivi rispetto a quelli di cui ha beneficiato finora l’ex re dei paparazzi, con la frequentazione di una struttura terapeutica. In quell’occasione, l’Avvocato Generale Nunzia Gatto aveva parlato di un “delirio di onnipotenza” da parte dell’ex re dei paparazzi.

I suoi avvocati avevano chiesto un nuovo affidamento terapeutico con ulteriori restrizioni, tra cui la frequentazione costante di una comunità, ma questa richiesta è stata “bocciata”. Le porte del carcere di San Vittore, dunque, restano chiuse e ora Fabrizio Corona sarebbe davvero a terra. Qualcuno, nelle ore scorse, aveva azzardato e parlare di un “rischio suicidio“. Ora quella boutade, che ha mandato su tutte le furie Nina Moric, sembra un presagio di quello che avrebbe detto il Tribunale di Sorveglianza.