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Instagram cancella l’account ad Alessandra Mussolini.

Instagram ha disabilitato il profilo di Alessandra Mussolini perché ha pubblicato alcune foto sulla tomba della sua famiglia a Predappio, dove è sepolto anche il dittatore Benito Mussolini, suo nonno. A denunciarlo, su Facebook, è stata la stessa Mussolini, candidata alle prossime elezioni europee con Forza Italia. “Questa vera e propria discriminazione offende non tanto sul piano politico (in un momento importante della campagna elettorale mi viene impedito l’utilizzo dei social), ma soprattutto dal punto di vista personale”, ha scritto Mussolini nel post in cui racconta l’accaduto. E ha aggiunto: “Evidentemente, questo è il grado di democrazia e di libertà che viene garantita alle persone perbene: quelle che insultano, minacciano, inveiscono ogni giorno coperte dall’anonimato vengono invece coperte e tutelate”.

Mussolini ha poi garantito: “Ovviamente non mi fermeranno, né ora, né mai”. E, sempre da Facebook, in giornata, ha fatto sapere di aver attivato un nuovo profilo Instagram. Il post di denuncia di Mussolini ha suscitato però diverse polemiche, con molti utenti che hanno criticato il fatto che proprio la nipote del dittatore parli di censura, di discriminazione e di democrazia. “C’era un regime che faceva lo stesso… come si chiamava?”, ha commentato un utente. E ancora: “Sai com’è, l’apologia al fascismo è un reato quindi fanno più che bene a bloccarti il profilo”.

Ad aprile oscurato il profilo del pronipote di Mussolini
A inizio aprile, invece, era stato oscurato da Facebook il pronipote di Benito Mussolini, Caio Giulio Cesare. “Discriminato per il mio cognome”, aveva attaccato il diretto interessato che è anche candidato di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni europee nella Circoscrizione Sud.


Dopo la visita di Alessandra Mussolini a Predappio, ieri mattina alcune centinaia di persone hanno partecipato in mattinata al corteo che ha raggiunto la tomba di famiglia del dittatore. Tra loro anche la nipote, Edda Negri Mussolini, e Paola Gallo, 92 anni, ausiliaria della Repubblica sociale di Salò. Ma nella giornata del 74esimo anniversario della morte di Mussolini l’Anpi ha denunciato due episodi di oltraggio alla memoria della Resistenza. A Milano è stata bruciata una corona in ricordo del partigiano Mario Peluzzi e, sempre nel capoluogo lombardo, sono comparsi adesivi con scritto “odio gli antifascisti”.