Esteri

La “colpa” è del suo p**e da 25 cm: costretto a mostrarlo nel negozio.

Un uomo che afferma di avere un “p**e da 25 centimetri” ha dichiarato di essere stato accus@to di tacch€ggio a causa di un rigonfiamento sospetto nei suoi jeans. Steve Whitehurst, 47 anni, padre di un figlio, è rimasto sciocc@to quando i commessi di un negozio della catena Scotts Menswear a Stoke-on-Trent, in Regno Unito, l’hanno accus@to di aver rub@to. Il 47enne, intervistato dal Sun, si è definito un “ometto, seppur con un grosso p**e, contro questa grande azienda”.

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Quando ha lasciato il negozio del centro commerciale Potteries domenica scorsa, le dipendenti e il personale di sicurezza lo hanno fermato quando stava per lasciare il punto vendita. Nonostante avesse comprato camicie e una borsa del valore di £ 390, lo hanno accus@to di aver infilato un’altra maglietta nei suoi jeans. “Ho provato a chiedere allo staff: ‘Dove l’avrei messa?’ E mi hanno risposto “nei tuoi pantaloni”.

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Mi hanno indicato i jeans chiedendomi: ‘cos’è quel rigonfiamento nelle mutande?’ Ho risposto: ‘stai scherzando…’, così sono andato nello spogliatoio, mi sono tirato giù i pantaloni e ho mostrato che si trattava del mio p**e”. Ma a quel punto il personale di sicurezza avrebbe tirato fuori le etichette che, secondo loro, Steve avrebbe strappato. Così il 47enne ha chiesto l’intervento della polizia e di controllare il filmato di telecamere di videosorveglianza, ma lo staff del negozio si sarebbe rifiutato. E alla fine è stato fatto uscire.

Steve si trova da Scotts Menswear con la sua ragazza Mandy Shenton, 46 anni, e suo nipote di 18 mesi. Mandy ha detto al Sun: “È stato così umiliante. Hanno trovato un’etichetta elettronica mancante di una giacca che ha provato e hanno detto che Steve era ‘aggr€ssivo’. Ma quello che hanno fatto a Steve è stato disgustoso”.