Benessere

La depressione non è pigrizia, non è una scusa. La depressione è semplicemente una lotta continua.

La depressione è il disturbo mentale più diffuso.

E più sottovalutato. Un male che si trova a dover combattere anche contro i pregiudizi altrui. E sono tanti. Contro la superficialità. Ed è dilagante. È a causa di questi pregiudizi e della superficialità che spesso, quando accadono eventi drammatici alle persone che soffrono di depressione, tutti restano attoniti. Possibile che stesse così male? Si.

Perché malgrado di depressione se ne parli, malgrado ci piaccia dimostrarci informati al riguardo, quando questo male oscuro colpisce i nostri cari o i nostri conoscenti, tendiamo a sottovalutarlo, ad equivocarlo. O forse perché, con un elenco ideale alla mano, cerchiamo i sintomi più comuni, quelli che troviamo menzionati un po’ ovunque. Perdita di interesse, disturbi del sonno, dell’alimentazione, pianti improvvisi, profonda tristezza … sono certamente sintomi della depressione, ma non sono i soli.

La depressione è molto altro.

E se molti altri sono i sintomi più comuni, ve ne sono alcuni forse non facile da individuare, ma non impossibili agli occhi di chi guarda al prossimo con attenzione e sensibilità.

La depressione ha altri sintomi. Più insidiosi.

Sono tutti quei sintomi che i depressi cercano di nascondere. Forse per un tentativo estremo di reagire da soli. Forse per non destare preoccupazione nei propri cari. Forse per paura di non essere compresi. Forse… Una persona depressa può ascoltare per ore i problemi degli altri, ma quando le viene chiesto dei suoi, affermare di non averne.

È depressione lo sforzo immenso di frequentare parenti e amici pur vivendo un profondo senso di distaccamento. Una forte sensazione di non esserci. È depressione quel sorriso di circostanza stampato su un viso teso, che non arriva agli occhi, che non racconta l’immensa disperazione che si vive dentro.

Ma le persone si fermeranno a quel sorriso. Non noteranno quel volto teso. Non andranno oltre quegli occhi che non sanno più brillare. È depressione quel passo stanco che conduce al lavoro. Sempre più stanco. È più pesante non lo vedete? No. È stanchezza, è stress, passerà – dicono.

È depressione quella maschera sociale, quella parvenza di normalità che faticosamente si cerca di mantenere a beneficio di persone troppo occupate per capire. Troppo frettolose per indagare. Forse. Non fermatevi, non fermiamoci a quell’elenco di sintomi raccattati qua e là.
Non alziamo le spalle minimizzando gli atteggiamenti insoliti di amici e parenti e che la nostra intuizione non ci nasconde.

E quando capiterà di chiedere a qualcuno notizie della sua salute, ascoltiamo attentamente la sua risposta. Ascoltiamo anche quello che non dice. Ascoltiamo i suoi occhi.