Spettacolo

Lacrime in diretta tv per Massimo Giletti. Il conduttore non si è potuto trattenere e ha raccontato il dramma che, negli ultimi tempi, lo affligge.

Massimo Giletti ricostruisce il suo addio dalla Rai, quando uscito dall’ufficio del direttore generale della Rai Mario Orfeo, c’era la sua squadra che lo aspettava. “Pensavo soprattutto a loro, che avrebbero perso il lavoro”. La voce si spezza, gli occhi si riempiono di lacrime. “Scusate, è una cosa che mi dà ancora dolore” dice il giornalista, alla presentazione del nuovo programma Non è l’Arena con cui debutta domenica su La7. (Continua a leggere dipo la foto)

“Nasco in Rai, sono entrato con un contrattino di un mese. Quando scendevo dal settimo piano dopo l’incontro con il direttore generale sbattendo la porta non era uno sbattere la porta all’azienda ma al singolo. Non ho sbattuto la porta in faccia alla Rai, ma a chi non ha capito che persone come me e Milena Gabanelli hanno una dignità che non si può calpestare. Rispetto la libertà di chi ha deciso di mandarci via ma mi pongo una domanda: i cittadini che pagano il canone non hanno diritto di parola? A loro andrebbe detto perché siamo stati mandati via. Io lo so”. Qualcuno riporta le voci circolate questa estate, che sarebbe stato Fazio a chiedere la sua testa. “Io via dalla Rai perché lo ha chiesto Fabio? Perché non voleva ‘disturbatori’? Ci siamo parlati, c’è un rispetto reciproco. Non penso che abbia potuto fare una cosa del genere. Sarebbe folle pensare che Fazio abbia chiesto la mia testa”. (Continua a leggere dipo la foto)

“La Rai resta nel mio cuore” spiega, commuovendosi. “Oggi non sono più lo stesso” continua, “ma ho la stessa voglia di fare le cose bene. In tutte le situazioni difficili capisci chi sono gli amici e chi non lo è. Fiorello, che è tornato dalla vacanze aprendo la sua Edicola chiedendosi perché avessero chiuso l’Arena, è stato un grande amico. Lo ringrazio e non lo dimenticherò mai. Mi ha fatto un regalo e ‘una tantum’ farà qualcosa anche nel mio nuovo programma, a partire da domenica. Un’amica è stata Maria De Filippi, che sabato mi ospita a Tu sì que vales, ma anche altri”. (Continua a leggere dipo la foto)

Non è l’Arena parte occupandosi del caso Tulliani (“Verrà da noi Walter Lavitola”) e dello scandalo delle molestie sessuali sulle donne, indagando anche per scoprire il Weinstein italiano. Inoltre ci sarà la sorpresa Fiorello “che ringrazio per essermi stato vicino in questa difficilissima estate”, dice Giletti “per la prima puntata mi ha fatto un regalo”. Cosa pensa della sfida con Fazio? “Non ci può essere competizione, lui ha un budget cinque volte il nostro, siamo come il Sassuolo contro la sua Sampdoria. Ma continueremo a fare una televisione libera. Ai miei ho detto che ora facciamo la guerriglia perché non abbiamo un esercito. Qui devo accendere una tv che la domenica sera è ‘spenta’. Se riusciamo a fare il 4% di share siamo degli eroi. Quella della domenica è stata una scelta un po’ matta”. (Continua a leggere dipo la foto)

Non commenta gli ultimi flop della Rai. “La nuova Domenica In? Il problema non sono le sorelle Parodi, con Cristina ho un grande rapporto. Non voglio commentare perché gli ascolti si commentano da soli, il problema è quando decidi di fare le polpette al posto dell’informazione… Questo è il punto”. Perchè il titolo Non è l’Arena? “E’ un titolo divertente. Una volta Gianni Boncompagni mi disse: quando sei in difficoltà prova ad essere ironico e questo è un po’ un modo di ricordarlo” dice Giletti. Sull’argomento interviene anche il direttore di La7 Andrea Salerno. “E’ un titolo un po’ sberleffo, spero che al settimo piano di Viale Mazzini capiscano l’ironia” . (Continua a leggere dipo la foto)