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L’attacco della Germania all’Italia e l’analisi impietosa della banca tedesca

“Senza Mes, disordini sociali in Italia”: l’analisi impietosa della banca tedesca
Le indiscrezioni stampa dei giorni scorsi trovano conferma: Commerzbank invita indirettamente gli investitori a liberarsi dei titoli italiani per via dei contraccolpi che la crisi del coronavirus avrà sulla nostra economia. Il 17% del suo capitale è detenuto dal governo di Berlino.
“Senza Mes, disordini sociali in Italia”: l’analisi impietosa della banca tedesca

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Se l’Italia non richiederà l’attivazione del Mes, si ritroverà dopo l’estate con le casse vuote e disordini sociali. Mentre i buoni del Tesoro perderanno valore. E’ questo il quadro che sembra dipingere il rapporto della Commerzbank, la seconda banca di Germania, le cui azioni sono detenute per il 17% dallo Stato tedesco. Un rapporto le cui anticipazioni avevano già sollevato un vespaio di polemiche in Italia. Perché il corollario del ragionamento dei tecnici tedeschi è che i Btp tricolore potrebbero diventare ‘spazzatura’ e, chi li possiede, farebbe bene a liberarsene.

Una “scorrettezza” secondo la definizione meno caustica circolata tra le forze politiche italiane. Già, perché Commerzbank non è certo una banca qualunque, visti i legami stretti con il governo tedesco, e la Germania è quella che detiene la fetta più grande dei 700 miliardi di euro di Btp italiani in mano a stranieri (di cui 9,3 miliardi in mano proprio alla Commerzbank). Ai più critici con Berlino, il rapporto è sembrato un’arma di ricatto per portare verso più miti consigli il nostro governo, che continua a opporsi all’attivazione del Mes e che, al contrario, chiede la creazione degli eurobond invisi ai falchi tedeschi.

Dell’ipotesi sugli eurobond non sembra esservi traccia nel rapporto pubblicato il 4 aprile. Secondo Commerzbank, scrive l’Agi, “l’azione della Bce con il suo programma di acquisto titoli (Pandemic Emergency Purchase Programme, Pepp) non è sufficiente a tenere sotto controllo lo spread italiano e dei paesi Periferici dell’Eurozona”. Dopo due giorni di acquisti iniziati giovedi’ scorso, la Bce ha speso 15,6 miliardi di euro. Continuando cosi’ i 750 miliardi di euro messi in campo dall’Eurotower dureranno solo per l’estate con lo spread che in Italia continua ad allargarsi. Con il rating sul debito e i rischi socio-politici destinati a diventare sempre più pressanti, gli investitori si chiedono se l’Italia puo’ farcela da sola. Anche se gli acquisti della Bce riuscissero a coprire il nuovo debito emesso durante la crisi, non basterebbero a sostituire quello già esistente.

Commerzbank ricorda come abbia già chiuso le posizioni lunghe sui Btp in vista di un’eventuale declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating e spiega come potrebbe aggiornare ancora il rischio sull’Italia dopo le decisioni nel lungo termine dell’Ue. Secondo Commerzabank infatti il rapporto debito/Pil nel 2020 dovrebbe balzare al 150% per poi scendere al 145% nel 2021. Questo tuttavia potrebbe non bastare per evitare un declassamento da parte delle agenzie di rating, spiega Commerzbank con perdita dell’investment grade quasi inevitabile.

Inoltre, l’Italia difficilmente “potrà fare appello alla benevolenza”, alla luce del peggioramento fiscale degli ultimi anni, fattore chiave che ha dato luogo al declassamento dell’Italia nel 2018. In altre parole, per Commerzbank sarà difficile che Germania e Olanda cedano alle richieste del nostro governo su misure come i coronabond, meno rischiosi per noi anche da un punto di vista politico. L’unica strada che la banca tedesca vede praticabile è quella che porta al Mes. Ma anche qualora l’Italia la imboccasse, il rischio è di mettere a repentaglio la stabilità politica, “vista la impopolarità dell’idea di richiedere strumenti di aiuto europei anche con una condizionalità leggera”, scrive l’Agi.