Cronaca

Omicidio Vannini, oggi la sentenza della Cassazione: segui la diretta

Stamani l’udienza alla Suprema Corte di Cassazione del processo per l’omicidio di Marco Vannini. Inizia questa mattina il processo d’appello per l’omicidio di Marco Vannini.

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Alla Corte d’Appello di Roma si sta per celebrare il secondo grado del processo che vede imputati i Ciontoli, dopo che nella prima udienza ha preso la parola il procuratore generale Saveriano, che ha chiesto 14 anni di reclusione per tutti gli imputati.

Questa mattina prenderà la parola la difesa, poi i giudici si riuniranno in camera di consiglio. Possibile che in giornata arrivi anche la sentenza.

AGGIORNAMENTI

Ore 10:00 – Inizio previsto dell’udienza

Ore 11,30 – Elisabetta Ceniccola, procuratrice generale presso la Corte di Cassazione, soffermandosi su quanto avvenuto dopo lo sparo, ha chiesto l’annullamento della sentenza di appello e l’assegnazione del processo ad altra sezione di tutti gli imputati. Nella sua requisitoria non ha speso molte parole per chiedere l’annullamento della sentenza di appello ma al contrario è stata molto incisiva. Ha parlato di 110 minuti di condotta omissiva e reticente da parte di tutti i Ciondoli ovvero Antonio, Martina, Federico e Maria Pezzillo. Soprattutto si è soffermata su quanto avvenuto dopo lo sparo. Ha parlato di silenzio omissivo e minimizzazione delle responsabilità con occultamento di prove e fatti fino all’arrivo di Marco al Pit di Ladispoli. Non solo: anche aggiunto che la morte di Marco Vannini conveniva ad Antonio Ciontoli in quanto unico testimone reale di quanto avvenuto. La procuratrice ha anche proposto l’esempio del lanciatore di coltelli, che si basa sulle sue capacità specifiche per evitare di colpire il bersaglio. A questo proposito, ha chiesto quali fossero le capacità di Ciontoli per evitare la morte di Marco e la risposta è stata: “Nessuna”.

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Ore 12,00 – È stata la volta delle parti civili. Franco Coppi ha detto: “I fatti sono ormai certi, circa la condotta del Ciontoli. Questi ha agito con un altissimo tasso di imprudenza rendendosi perfettamente conto della gravità della situazione. Gravità confermata dalla stessa figlia Martina. Il legale poi si è soffermato sul ricorso e la differenza tra dolo eventuale e colpa cosciente. Celestino Gnazi si è soffermato in particolare sulla posizione degli altri quattro imputati focalizzando l’attenzione sulle contraddizioni delle dichiarazioni rilasciate da Martina Ciontoli rispetto a quanto affermato dal maresciallo Roberto Izzo. “La sentenza di appello non ne parla. In una situazione dipinta come quasi normale, Marco ha urlato per 110 minuti come accertato dagli atti e per questo risulta inammissibile che non si sia tenuto conto nelle sentenze precedenti delle bugie di Martina”.

Ore 13,00 – Assente Antonio Ciontoli. L’avvocato Pietro Messina è intervenuto per conto di Ciontoli, parlando di “condotta odiosa che però non può far diventare doloso un evento colposo. La sua è stata una leggerezza inaccettabile ma non un piano di istigazione a delinquere”. Poi il legale si è soffermato sulle sentenze precedenti di condanna dicendo che in primo grado la pena di 14 anni si colloca a metà tra il massimo di 21 anni per il dolo eventuale e il minimo di 5 della colpa cosciente riconosciuto in Appello.
Il legale di Ciontoli, Pietro Messina, si è lasciato sfuggire: “Questi hanno già deciso”
Andrea Miroli ha parlato per conto di Maria Pezzillo riservandosi un passaggio su Ciontoli. “La testimonianza del dott. Matera sgombera il campo dagli equivoci. Antonio Ciontoli è stato quello che ha chiamato i soccorsi e non è vero affatto che la morte di Marco gli avrebbe giovato anzi, solo la salvezza del ragazzo gli avrebbe salvato il posto di lavoro che da sempre è stato il suo unico pensiero”. Inoltre Miroli si chiede come sarebbe stato possibile occultare il corpo di Marco. Per questo Miroli ha chiesto di derubricare il reato a colpa semplice.
Ultimo intervento quello dell’avvocato napoletano Domenico Ciruzzi, in difesa della posizione di Federico Ciontoli. Il legale ha fatto riferimento alla requisitoria della procuratrice dicendo che parte dall’assunto che del colpo sparato si è saputo solo dopo la seconda telefonata ma no è affatto così. Quanto alla posizione di Federico, Ciruzzi sottolinea che è stato proprio lui a chiedere l’intervento dei soccorsi. Ma per la stessa procuratrice e per le parti civili questo è un fatto conclamato che però non conta. Nel chiedere l’assoluzione per Federico, l’avvocato Ciruzzi ha pure fatto riferimento al mondo dell’informazione parlando di “processo parallelo e del condizionamento che arriva da parte dei media” .

Ore 14,30 – Chiuso il dibattimento. Si riaggiornano alle 17,30

Ore 18,00 – Antonio Ciontoli dovrà sostenere un nuovo processo d’appello. Annullata la sentenza dei giudici di secondo grado che avevano deciso una condanna a 5 anni per omicidio colposo. Questa la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione che si è espressa sulla condanna della famiglia Ciontoli per l’omicidio di Marco Vannini. Una decisione che arriva oggi, cinque anni dopo i tragici fatti che scossero il litorale Nord della provincia di Roma e l’Italia intera. Tante le persone ad attendere i genitori di Marco, Marina e Valerio, all’uscita, in strada con manifesti e striscioni.