Cronaca

In sala parto nessuna poteva immaginare quello che sarebbe accaduto. Dalla gioia al dolore, tutto in pochi attimi.

“L’hanno fatta aspettare troppo, l’hanno lasciata sola”, ripete Margherita, che la sua prima nipotina l’ha potuta vedere soltanto per un minuto, prima che portassero via il corpicino, verso il reparto di anatomopatologia. Alma, così si sarebbe dovuta chiamare la figlia di Elena, 35 anni, è morta all’ospedale Maggiore di Bologna. Il fatto è accaduto domenica 24 giugno. La bambina sarebbe dovuta nascere lo scorso 13 giugno: “Quello era il termine – spiegano Margherita e il marito Giampaolo Rocca, i genitori di Elena Rocca, al Resto del Carlino –, ma le doglie non arrivavano. Mia figlia in gravidanza aveva fatto tutti gli esami, la bambina stava benissimo, era sanissima. La stessa mattina di domenica, alle 8, quando siamo andati in ospedale, il tracciato era normale. E la piccola le si muoveva dentro”. Soltanto undici ore dopo Elena è stata portata in sala travaglio. E la situazione è precipitata. “È salita alle 19 – dicono ancora i genitori della ragazza al quotidiano –. E alle 23 la bambina è nata morta”. (Continua a leggere dopo la foto)

”Non ce l’ha fatta – dicono ancora – e adesso vogliamo sapere perché. Perché a una ragazza che ha passato il termine da 11 giorni, quando la situazione appare grave, con una bambina che pesa quasi 4 chili in grembo, non sia stato fatto subito un cesareo. Perché, malgrado le urla, non sia stata aiutata”. Il compagno di Elena, Federico, ha sporto denuncia al posto di polizia dell’ospedale Maggiore. Faranno l’autopsia alla piccola, mentre la mamma ha firmato per uscire ”perché non voleva restare lì un minuti di più. Dopo il parto, l’hanno trasferita in una stanza da sola. Forse per non turbare le altre mamme con il suo dolore”. (Continua a leggere dopo la foto)

”Vogliamo sapere cos’è successo, perché questo dolore non si placherà mai, nessuno ci restituirà Alma, ma questa tragedia non può passare sotto silenzio”, ha detto ancora la signora Margherita al Resto del Carlino. Domande a cui l’azienda sanitaria locale ha cercato di rispondere con un comunicato ufficiale. ”La madre – spiegano dall’ospedale Maggiore – era stata accolta nel reparto di Ostetricia nella mattinata, per prodromi di travaglio. Al momento del ricovero i parametri vitali, del feto e della signora, erano regolari. Alle 19 circa, a seguito del progredire del travaglio e della rottura spontanea delle membrane, la signora veniva accolta in sala travaglio, assistita dall’ostetrica. Dalla lettura del tracciato cardiotocografico, disposto come di prassi all’ingresso in sala travaglio, l’ostetrica rilevava la necessità di un controllo ecografico dell’attività cardiaca fetale”. (Continua a leggere dopo la foto)

”Alle 19.30, l’ecografia evidenziava il mancato riscontro del battito cardiaco del feto. La signora, immediatamente informata dal medico della sala travaglio, alle 23.30 partoriva spontaneamente una neonata priva di vita. Come previsto dalle linee guida ministeriali e regionali, l’Azienda ha segnalato l’evento al Ministero della Salute e alla Regione Emilia-Romagna. L’Azienda è a piena disposizione dell’autorità giudiziaria rispetto agli accertamenti che la stessa vorrà disporre a seguito della denuncia della famiglia”.