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Sgarbi non si è smentito e svela la verità. Berlusconi: “Sono stato alle sue feste, ecco cosa accadeva a casa sua con le ragazze”

Nella serata di ieri, Vittorio Sgarbi ha parlato di Silvio Berlusconi e delle famose ‘cene’ che l’ex primo ministro era solito tenere nella sua villa di Arcore. Ospite de ‘L’Arena’ su La7, il politico, critico d’arte e noto volto televisivo ha dichiarato al conduttore Massimo Giletti che “si trattata sempre di incontri conviviali assolutamente normalo. Io non ho mai visto alcuna donna di malaffare. Mi è capitato di vedere Marysthelle Polanco, la quale sostiene ben altra verità. Io ribadisco che lei era tra le donne più allegre.

L’ho notata in prima fila a giocare con le altre, ed il gioco era ascoltare le barzellette che Berlusconi tanto ama raccontare e ridere. E sentirlo cantare”. Parole che Sgarbi aveva precedentemente confermato a dagospia. “Insomma, non ho mai visto niente di illegale e che calpestasse la dignità dell’essere donna. Se non ci fosse stato l’intervento della magistratura, tutte quelle ragazze sarebbero finite come nelle storie in cui si frequentano degli uomini per un certo periodo di tempo, prima che tutto finisca”.

Berlusconi, niente di anomalo in casa sua

Non manca una critica proprio all’operato di certi giudici. “A volte degli atti banali vengono fatti passare per orrendi crimini”, sostiene Sgarbi. Il quale poi ammette un particolare. “Berlusconi pagava queste ragazze bellissime, si. Ma non per fare con loro certe bassezze che sono tipiche dell’uomo. Semplicemente possiamo considerare tutte loro come delle mantenute, erano lì ad Arcore solo per ‘abbellire’ la situazione.

Tutte loro hanno firmato un regolare contratto nel quale si impegnavano ad essere sempre allegre e sorridenti. Io non ho mai avuto modo di constatare dei comportamenti o degli atti immorali. Poi magari qualcosa di più sarebbe potuto succedere, ma in totale coscienza. Impossibile che ad Arcore una ragazza abbia compiuto qualcosa contro la sua volontà. Io stesso non ho mai concluso nulla, per dire”.