Benessere medicina

Una pessima abitudine di molte donne che fa aumentare notevolmente il rischio di un tumore alla cervice.

L’utero è l’organo dell’apparato femminile dove viene accolto e si sviluppa l’embrione nel corso della gravidanza. Ha la forma di un imbuto rovesciato ed è formato da due parti principali: la parte superiore, chiamata corpo dell’utero e l’estremità inferiore, detta collo o cervice. (Continua a leggere dopo la foto)

La cervice uterina è la parte inferiore dell’utero, in diretto collegamento con la vagina e può essere suddivisa in due parti dette endocervice (quella più vicina al corpo dell’utero) ed ectocervice (quella più vicina alla vagina). (Continua a leggere dopo la foto)

Le cellule che rivestono la cervice non sono tutte uguali: si parla infatti di cellule squamose nell’ectocervice e di cellule ghiandolari nell’endocervice, due tipi cellulari che si incontrano nella cosiddetta “zona di transizione”, che si localizza in corrispondenza dell’orifizio che collega la cavità uterina con la cavità vaginale. (Continua a leggere dopo la foto)

La maggior parte dei tumori della cervice prende origine proprio da cellule che si trovano in questa zona di confine a causa della differente varietà di cellule. Prendendo origine da due tipi cellulari diversi, i tumori alla cervice si suddividono in:

  • carcinoma a cellule squamose: l’80% dei tumori e nascono dalle cellule dell’esocervice;
  • adenocarcinoma: circa il 15%, che nasce dalle cellule dell’endocervice;
  • carcinomi adenosquamosi: molto meno frequenti, hanno orgine mista e sono circa il 3-5% dei casi.

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In base al sistema di classificazione FIGO 2009 (Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia), il tumore della cervice uterina può essere diviso in quattro stadi a seconda di quanto risulta diffuso nell’organismo:

  • Stadio I: il tumore è confinato alla cervice uterina
  • Stadio II: il tumore è arrivato alla parte posteriore dell’utero, ma non ha invaso la pelvi o la parte inferiore della vagina
  • Stadio III: il tumore ha invaso la parte inferiore della vagina, la pelvi o i reni compromettendone il funzionamento
  • Stadio IV: il tumore ha invaso gli organi vicini (vescica o retto) e può anche aver dato origine a metastasi in organi più lontani.

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Segni e sintomi

Inizialmente il tumore non da sintomi particolari, per cui il soggetto non si rende conto della presenza della patologia. Ci sono però dei segni e sintomi che possono essere dei campanelli di allarme:

  • la perdita anomala di sangue
  • perdite vaginali senza sangue
  • sensazioni dolorose durante e dopo i rapporti sessuali.

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Proprio per il fatto che è una patologia inizialmente non sintomatica (o poco), è molto importante effettuare con regolarità un esame molto semplice, ma che permette di intervenire tempestivamente nel caso in cui l’esito dovesse risultare positivo, ovvero il Pap-Test. La negatività a questo esame, però, non ci deve esonerare dal considerare eventuali sintomatologie future e comunque resta il fatto che l’esame deve essere ripetuto con regolarità ogni tre anni almeno. (Continua a leggere dopo la foto)

La positività del test, invece, implica l’effettuare esami più approfonditi e specifici, come per esempio la colonscopia, ed altri esami a discrezione del medico. Saranno necessari sicuramente esami come TC o RMN o ancora PET per verificare oppure escludere la presenza di metastasi in altri organi e quindi l’estensione della malattia a distanza. (Continua a leggere dopo la foto)